Descrizione
Il testo, dopo un lavoro di ricerca a dir poco straordinario riesce a delineare un interessante profilo di Illari, ricostruendone molto più puntualmente che in passato vita e opere, e anche perché con la rilevante mole di materiali raccolti (in parte inediti: testi, fotografie, lettere e altro) costituisce senz’ombra di dubbio un punto di riferimento da oggi ineludibile sul futurista parmigiano, offrendo anche squarci tutt’altro che scontati di un periodo (quello futurista, in particolare del secondo futurismo) finora non troppo scandagliato nella storia di Parma.
Due le parti in cui si divide il volume, corrispondenti alle due «metà » della vita di Illari: quella parmigiana e quella argentina. La prima, oltre al profilo biografico («1000 vite di Piero + Illari») ricostruito da Andrea Briganti sulla base delle risultanze della ricerca, ospita saggi di Alberto Manzoli (sul futurismo a Parma prima di Illari) e di Paolo Briganti (un’analisi critica della produzione letteraria di Illari).
Nella seconda si trovano due saggi di May Lorenzo Alcalá (il primo sulla difficile penetrazione del futurismo in Argentina, l’altro sulla seconda metà della vita di Illari) e uno di Jorge Cordonet, sorta di cronaca del ritrovamento dell’unico numero argentino della rivista «Rovente», una delle tante «chicche» di quest’opera. Alle due parti si aggiunge una ricchissima appendice, davvero uno degli elementi di maggiore importanza del libro, con testi e foto. «Ci siamo resi conto che gli interventi su Illari si erano fermati a quelli, pur importantissimi, di Umberto Carpi e Umberto Sereni, degli anni Ottanta, e che su Illari continuavano a permanere diverse lacune innanzitutto a livello biografico. L’idea è stata dunque quella di provare a fare un piccolo affondo, raccogliendo davvero tutto ciò che si poteva trovare su di lui.
Abbiamo quindi cominciato a cercare contatti e materiale: abbiamo provato a rintracciare i parenti in Argentina e quelli nel nostro territorio, a contattare archivi e biblioteche ad ampio raggio, a cercare materiali ovunque. Nel frattempo May Lorenzo Alcalá, importante studiosa che si occupa di avanguardie, si era imbattuta in questo futurista arrivato in Argentina, e dopo averne letto sull’antologia ”Poeti di Parma nel Novecento”, curata da Paolo Briganti per Battei e alle quale avevo lavorato anch’io, ci ha contattato. È stata una bella coincidenza.
Abbiamo così pensato di mettere insieme le due metà di Illari, quella parmigiana e quella argentina», spiega Andrea Briganti, docente di Lingua e traduzione spagnola alle Università di Parma e Macerata, che aggiunge: «Il problema iniziale è che si tratta di un personaggio che si è molto speso in direzioni anche molto diverse tra loro. E anche il fatto di essersene andato da Parma non ha favorito né a Parma né in Italia la permanenza della sua percezione. Abbiamo quindi pensato di raccogliere tutti i dati possibili per costituire una ”massa critica” che permettesse di far fare un salto di qualità alla sua conoscenza. Il nostro lavoro vuole essere anche uno stimolo per altri: mancava un ”mattoncino” da posare e da cui poi partire per altre ricerche su Illari o sul futurismo, noi abbiamo cercato di farlo».
LA COLLANA “CARTEMODERNE”
La collana “cartemoderne” (Studi e Testi) nasce come spazio editoriale destinato a contributi critici (e testi d’autore) per lo studio della “modernità ” (anzitutto letteraria): contributi sia di promettenti ricercatori, sia di provati studiosi. La sezione “cartediconfine” accoglie studi e testi che lambiscano o intersechino più ambiti disciplinari, o che propriamente appartengano a diversi “territori”.




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